IL SOLDATO E IL GENERALE

 

 

Al soldato stanco ed affamato

 fu ordinato d’attaccar l’avamposto agognato!

Rivolto al proprio capitan si mostrò davvero preoccupato:

“ Oh capitano, d’amor di patria non difetto

ma senza munizioni e per giunta stremati

finirem per esser ammazzati!”

“ Silenzio, sbottò il graduato, l’ordine non è d’esser ammazzato!

Perciò coraggio, ragazzi, a morte l’invasor! “

Così quel drappello di temerari uscì dalla trincea allo sbaraglio

ma una granata lanciata dal nemico dapprima non scoppiò

ed il soldato che si era lamentato,

 per salvar li suoi compagni,

cadde dilaniato.

Quella missione non diede l’esito sperato,

consegnò soltanto ai posteri

il volto di un soldato altrimenti dimenticato.

Intanto il generale che l’ordine avea dato,

per una serie di fortuite circostanze, fu comunque decorato,

anzi, il comando di un’intera armata ebbe assegnato.

Ma la guerra finì, passarono gli anni e mentre  ad ogni ricorrenza

il coraggio del soldato era onorato,

delle medaglie del generale nessuno si curava.

Così un giorno, sulla sua enorme scrivania,

un foglio con su scritto “ raggiunti limiti d’età “

fu consegnato ed in men che non si dica

si ritrovò pensionato, solo e abbandonato,

in ossequio ad una vita di carriera

arida d’amor, d’affetti e d’amicizia vera.

Gli ultimi tempi trascorsero all’ombra dei ricordi

finché giunto al capezzale della nuova esistenza

incontrò l’eroe che si rivolse a lui dicendo:

“ Veda, caro generale, lei certo non mi conosce

ma io son quel soldato che per merito suo

eroe nazionale è diventato.

La vostra sete di potere con la vita ho pagato;

mettiamola così, per me è stato un evento anticipato,

 per voi solo rimandato.

Venga, per fortuna qui non occorre viver di comando

perché il bene più prezioso della nostra esistenza

è per tutti noi la beata sufficienza!

Non di saper, ché l’uom per sua natura è indagator

ma di goder del bello che il Creato ci ha sempre donato!

Venga con me, non ci saranno armate da comandare

o seggiole d’occupare

ma un intero mondo d’amare e rispettare. “