IL CANTO DEL MATTINO
DEL BEVITORE DI GRAPPINO
Che pigrizia alzarsi ogni mattino
se poi fa un bel freschino!
E allora per partir ci vuole un buon grappino!
Uscito di casa chi t’incontro, quel Gino,
che m’invita al bar e giù un altro quartino!
Ed ecco si son pronto ad affrontar l’incontro:
il capo sul lavoro mi vede sbadigliare
e severo dice:
- Bisogna lavorare!
Ed io che son ribelle, con far un po’ spavaldo:
- E’ troppo stressante, non mi vorrei ammalare!
Lui di rimando:
- Attento, ti devo licenziare!
Al che alzo le spalle e per tirarmi su
mi bevo due grappini e non ci penso più.
Al fin di una giornata alquanto affaticante,
sotto pioggia scrosciante,
me ne ritorno a casa un poco barcollante.
Apro la porta intrepido, bagnato fradicio
e guardo la Gisella
ma quando sto per dirle:
- Mia dolce pulzella …
Lei fa con occhi placidi:
- Mio caro non dir niente,
fuori è pioggia battente, dai vieni e con ardor
facciamo un po’ l’amor!
E per non sfigurar nel soffice lettino,
ebbene si, mi sparo il mio quinto grappino!
La conclusione è logica,
mi sembra ormai scontata,
senza la vecchia grappa non passi la giornata!